• Dott. Riccardo Votadoro

Disgusto: Tra contaminazione e indegnità

Eccoci ad un nuovo appuntamento con le emozioni di base. Dopo Rabbia e Paura, è il turno del Disgusto, un’emozione che sta godendo negli ultimi anni di un rinnovato interesse da parte della comunità scientifica in ambito psicologico.


Evolutivamente il disgusto è un’emozione atta ad evitare la contaminazione biologica con sostanze potenzialmente nocive. E’ attivato dall’olfatto e dal gusto, ma anche dalla vista e dal tatto. I correlati fisiologici di questa emozione vedono un coinvolgimento del senso di nausea, ribrezzo, capogiri e vertigini. Ci porta ad attivarci per fuggire e allontanarci dalla “sostanza” disgustosa.


Gli psicologi si interessano del disgusto in quanto ha a che fare con il funzionamento sociale oltrepassando, quindi, la barriera biologica/corporea. Il disgusto sociale ci difende dalla contaminazione della nostra dignità umana, portandoci all’allontanamento da alcune categorie di persone, da concetti politici, da convenzioni culturali.


Si distinguono diversi tipi di disgusto:

  • Disgusto puro: riguarda il comportamento di cautela nella scelta del cibo.

  • Disgusto animale: corrisponde al meccanismo che ci allontana da tutti quegli “oggetti” che gravitano attorno al concetto di igiene, morte e violazione corporea (sangue, ferite, contusioni, ecc);

  • Disgusto da contaminazione: ha a che fare con la sfera della contaminazione da atti sessuali inappropriati o anomali

  • Disgusto interpersonale: corrisponde al contatto diretto e indiretto con persone che consideriamo indesiderate (malati, stranieri, colpevoli di reati, ecc). Include anche la condivisione di oggetti e servizi (bagni pubblici, mezzi di trasporto, ecc)

  • Disgusto socio-morale: è attivato da azioni moralmente indesiderate, sgradevoli, spregevoli e contaminanti. Può variare fortemente in quanto influenzato dalla cultura di appartenenza.

L’emozione del disgusto è interessante dal punto di vista di numerose psicopatologie.

Nei rituali di lavaggio delle persone che soffrono di un Disturbo Ossessivo-Compulsivo potrebbe esserci un’intolleranza al disgusto. Nel sottotipo “ordine e simmetria” ciò che viene percepito come disordine potrebbe elicitare un senso di disgusto misto ad ansia. Anche nei pensieri ossessivi relativi alla moralità (rituali religiosi eccessivi, allontanamento di pensieri disturbanti) potrebbe esserci un’attivazione disgustosa.

I disturbi alimentari invece potrebbero coinvolgere questa emozione riferito alla propria immagine corporea e al proprio senso di inadeguatezza.

Fobie, disturbi del desiderio sessuale e depressione potrebbero a loro modo coinvolgere l’emozione del disgusto.


Chi è maggiormente sensibile al disgusto è una persona che teme eccessivamente il contagio e potrebbe avere delle convinzioni esagerate sull’irreversibilità della contaminazione che potrebbe “marchiare” o sporcare per sempre la persona.


La terapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarti a capire meglio questa emozione e gestirla. Inoltre la TCC ha un’efficacia comprovata nei disturbi ossessivi-compulsivi, nelle fobie, nella depressione e nei disturbi alimentari.



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