• Dott. Riccardo Votadoro

La paura che ci salva: come non temerla e come gestirla.

Nell’articolo precedente abbiamo parlato della Rabbia, una delle 5 emozioni di base. Oggi invece approfondiremo la Paura.


Perché la proviamo, a cosa serve e come gestirla quando è troppo intensa?

Ti chiedo adesso di ricordare l’ultima volta che hai provato questa emozione. Sei stat* pres* alla sprovvista oppure è cresciuta poco a poco?

A cosa stavi pensando?

Probabilmente ti sei sentit* in pericolo, il battito cardiaco è accelerato e hai sentito una tensione muscolare agli arti, pronti a lottare, fuggire o immobilizzarci (fight, flight, freezing).

I correlati fisiologici della paura sono molto simili a quelli della rabbia, quindi attenzione a non confonderle.


Di fronte ad un pericolo il nostro corpo produce adrenalina, un ormone importantissimo per prepararci all’azione. A livello evolutivo la paura ha protetto i nostri antenati dai pericoli selvaggi della natura o da altre tribù. Grazie a questo sistema ci siamo evoluti capaci di essere cauti e anticipatori del pericolo in modo da affrontarlo nel modo più efficiente ed efficace possibile.


La paura diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagerata e su cui non abbiamo percezione di controllo.


La persona con un’eccessiva risposta di paura a numerose situazioni inizia a focalizzarsi esclusivamente su ciò che teme, catastrofizzando il problema.

Per esempio, se sono particolarmente sensibile alla salute, probabilmente giudicherò esageratamente un dolore al petto come il sintomo di un possibile infarto. Se sono particolarmente sensibile alla frustrazione penserò di non essere sufficientemente in grado di gestire una situazione complessa.


Gli errori tipici di ragionamento in questi esempi sono l’esagerazione del pericolo (catastrofizzazione) e una valutazione negativa delle mie capacità di fronteggiamento. Entrambi sono in grado di provocare Ansia, la versione più problematica della paura.

Attenzione però: la paura si manifesta davanti ad un pericolo reale e concreto percepibile nel momento esatto in cui si manifesta. L’ansia, per definizione, è anticipatoria, il pericolo non è presente ma temo l’eventualità che possa verificarsi.


Come gestire la paura esagerata (che può verificarsi anche nelle fobie) o l’ansia anticipatoria?


La terapia cognitivo-comportamentale ha un’efficacia comprovata dall’evidenza scientifica nel trattamento dei disturbi d’ansia, nei disturbi di panico e nelle fobie specifiche.

Gli strumenti utilizzati potrebbero essere il disputing, l’esposizione graduale ed esercizi di rilassamento capaci di affievolire i correlati fisiologici di questa emozione.


Parlarne con lo psicologo potrebbe illuminarti rispetto a molti stati intensi di paura e ansia che da sol* potresti non sapere come interpretare.


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